TIPOLOGIE DI INTERVENTI IMPLANTO-PROTESICI
- marzo 22nd, 2010
MONOIMPIANTO. Impianto singolo che sostituisce un solo dente ad eccezione dei molari che hanno due o tre radici e che generalmente necessitano di almeno due fixtures per sopportare un carico molto superiore agli altri elementi. La sostituzione di un dente richiede infatti il calcolo dei carichi masticatori che la protesi dovrà sopportare, carichi che si possono sviluppare in senso verticale ed in senso laterale, estremamente pericolosi per la tenuta nel tempo dell’osteointegrazione. Spesso presenta difficoltà superiori ad altre riabilitazioni che comportano un numero di impianti superiori, per fattori estetici nel settore dei frontali, per ridotta disponibilità ossea in senso verticale o in spessore o per poco spazio tra i denti vicini nel caso del trattamento delle agenesie (mancanza congenite del dente). A volte deve necessariamente essere associato ad interventi sulla gengiva o sull’osso di supporto, pratiche che comportano un notevole aumento della complessità e dei tempi di esecuzione.
- GRUPPO DEI FRONTALI. Questo tipo di riabilitazione, generalmente in sostituzione di 4/6 elementi anteriori, superiori od inferiori, comporta una difficoltà legata alla valenza estetica della zona da trattare e dalla preparazione di provvisori che possano essere soddisfacenti sia esteticamente, sia
funzionalmente, destinati a durare per un periodo che garantisca l’osteointegrazione. Sono questi i settori che più beneficiano della tecica del “carico immediato” e dell’implantologia “post-estrattiva” TOMEX assistita, oltre ai casi di edentulismo totale. Nella sostituzione dei canini,debbono essere prese in considerazione le notevoli forze eccentriche in gioco durante le fasi di scivolamento in lateralità, conosciute come” guida canina”.
- SELLE EDENTULE. Con questo termine si definiscono le porzioni dei mascellari posteriormente ai canini od ai premolari che comportano l’inserimento di 3/4 impianti. Sono zone di grande carico masticatorio, generalmente con scarsa disponibilità di osso sia in altezza (per la presenza del seno mascellare) sia per scarsa qualità dell’osso stesso. Si tratta infatti di un osso molto spugnoso,soprattutto nella porzione mascellare, in cui la componente corticale, quella più resistente, è scarsamente presente rispetto alla parte midollare generalmente poco calcificata. Le zone di pertinenza dei molari superiori, sono spesso soggette ad interventi aggiuntivi sul seno mascellare di piccolo, grande rialzo, con allungamento dei tempi, maggiori traumi chirurgici, maggiori sofferenze per il paziente.
Questi inconvenienti possono essere evitati con l’utilizzo della mia tecnica di di bye-pass del seno mascellare, che è applicabile nella maggioranza dei casi dietro stretto controllo radiologico digitale.
-OVERDENTURES. Sono procedure implanto-protesiche meravigliose nella loro predicibilità e rapidità di esecuzione, che utilizziamo solo per la porzione mandibolare e che prevedono l’utilizzo di 2/4 impianti collegati con una barra avvitata o lasciati singolarmente.
La ritenzione della protesi mobile totale viene assicurata in maniera tenace dalla presenza di attacchi sferici sulle fixtures che si inseriscono nelle femmine corrispondenti inserite all’interno della protesi. Gli interventi sono eseguiti con tecniche flap-less, senza apertura di lembi gengivali e possono essere immediatamente post-estrattivi grazie alla chirurgia atraumatica TOMEX-assistita.
Si ottiene una immediata stabilizzazione anche della protesi esistente con l’utilizzo di barre provvisorie, in attesa della costruzione della protesi specificamente progettata.
- CASI TOTALI. Sono in assoluto le situazioni che necessitano di grande esperienza da parte dell’operatore, anche ed a maggior ragione con l’uso di tecniche computer-guidate, per poter fare fronte ad ogni evenienza di difficile od impossibile previsione. Le tecniche che prevedono lo sviluppo di modelli stereolitografici a partire da un esame denta-scan tendono alla pianificazione del caso attraverso sequenze operatorie predeterminate, ma spesso l’impossibilità di prevedere situazioni quali la densità ossea, o gli alveoli ne icasi post-estrattivi, impongono capacità di decisione autonoma e tempestiva.
Le mie tecniche,collaudate nel corso degli anni e suffragate da decine di casi di successo, prevedono l’inserimento di 8/10 fixtures, spesso immediatamente dopo estrazione di denti residui, e quasi sempre con il montaggio di una protesi provvisoria in giornata.
In questi casi il mio staff utilizza la tecnica della solidarizzazione tramite barre in titanio elettrosaldate che possono essere rimosse dopo osteointegrazione per costruire una protesi su 8/12 monconi in metallo/zirconio-ceramica, o che possono essere lasciate in situ per supportare una protesi fissa a “cavaliere” ammortizzata da cemento siliconico.


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